Il Maestro Giuseppe Scarparo


Perché insegno il tango in modo diverso

Negli anni mi sono convinto sempre di più che, per diventare buoni ballerini partendo da zero e ridurre sensibilmente i tempi di apprendimento, sia necessario seguire un percorso diverso da quello tradizionale.

Prima di imparare le figure, bisogna imparare a muoversi.

Significa conoscere il proprio corpo, sviluppare equilibrio, postura, coordinazione, consapevolezza ed espressività. Prima individualmente e poi nella relazione con il partner.

Per me il tango argentino è, prima di tutto, camminare insieme sulla musica.

Dopo quasi trent’anni di studio, pratica, insegnamento ed esperienza nelle milonghe, ho sviluppato un metodo che mette al centro il movimento naturale del corpo, la musicalità, la connessione e l’improvvisazione.

La mia convinzione è semplice:

Se capisci come muoverti, hai già iniziato a ballare.

Le figure arrivano dopo, come naturale conseguenza del movimento.

Prima il movimento, poi le figure

Per questo non condivido l’abitudine, ancora molto diffusa, di iniziare l’insegnamento del tango dalla cosiddetta salida básica.

Non perché sia sbagliata in assoluto, ma perché ritengo che, soprattutto per chi comincia, possa trasmettere l’idea che il tango sia una sequenza di passi da ricordare e ripetere.

Anch’io ho iniziato in questo modo, come molti ballerini della mia generazione. È stata proprio l’esperienza maturata negli anni a portarmi progressivamente verso una concezione diversa dell’insegnamento.

Una sequenza prestabilita può dare al principiante la soddisfazione immediata di sentirsi già capace di “fare tango”. Il rischio, però, è confondere il ballo con la memorizzazione di una serie di passi.

Il tango argentino è qualcosa di diverso.

Nasce dall’improvvisazione, dall’ascolto della musica, dalla connessione con il partner e dalla capacità di adattare continuamente il proprio movimento allo spazio e a ciò che accade nella ronda.

Non si tratta di ricordare cosa viene dopo.

Si tratta di sentire dove sei, come ti stai muovendo, cosa propone il partner e cosa suggerisce la musica.

Il Tango Naturale

Il mio metodo di insegnamento parte dai movimenti fondamentali del corpo umano: camminare, cambiare peso, avanzare, arretrare, spostarsi lateralmente, ruotare e mantenere il proprio equilibrio.

Movimenti semplici e naturali, che diventano tango quando entrano in relazione con la musica e con un’altra persona.

Per questo dico spesso:

“Se sai camminare, puoi imparare a ballare.”

Il tango non nasce dalla quantità di figure conosciute.

Nasce dalla qualità del movimento.

Le figure non sono il tango.
Il movimento è il tango.

Quando il movimento diventa naturale, consapevole e musicale, anche ciò che appare complesso diventa una conseguenza e non qualcosa da memorizzare.


Chi sono

Mi chiamo Giuseppe Scarparo e ballo tango argentino dal 1998.

Mai avrei immaginato che un ballo sarebbe diventato una parte così importante della mia vita. Il mio percorso precedente era molto diverso: ho praticato attività sportive come body building, voga alla veneta e motocross.

Dopo la laurea in Giurisprudenza ho lavorato come manager in diverse aziende a Bologna.

Nel frattempo il tango occupava uno spazio sempre maggiore nella mia vita. Avevo già iniziato a tenere piccoli corsi e, nel 2008, decisi di trasformare definitivamente questa passione nella mia professione fondando Fattiditango.

Da allora mi dedico all’insegnamento del tango argentino e allo studio del movimento applicato al ballo.

Dopo quasi trent’anni, l’interesse e la passione che provo per il tango sono rimasti immutati.

La fisica del movimento, la chimica dell’abbraccio

Il mio insegnamento parte dall’osservazione della fisica del movimento umano.

Equilibrio, peso, asse, direzione, energia, postura e relazione tra due corpi sono elementi concreti, che possiamo comprendere e imparare a utilizzare.

Mi piace riassumere tutto con una frase:

“Il tango è una questione di fisica. L’emozione, invece, è una questione di chimica.”

Tecnica e sensibilità non sono in contrasto.

Una buona organizzazione del corpo permette, al contrario, di sentirsi più liberi, più comodi nell’abbraccio e più disponibili all’ascolto del partner e della musica.

Formazione e qualifiche

Nel corso degli anni ho approfondito la mia formazione conseguendo diversi diplomi e certificazioni, tra cui:

Diploma internazionale di Maestro di Tango – Academia Nacional del Tango, Buenos Aires

Diploma nazionale di Maestro di Tango – CSEN

Diploma nazionale di Maestro di Tango – Riabilitango

Diploma nazionale di Maestro di Tango – Tango Olistico

Diploma nazionale di Maestro di Tango – AITA

Qualifica Provider BLS-D

Ho inoltre maturato esperienza nell’utilizzo del tango in attività rivolte anche a persone con problematiche neurologiche e neurodegenerative.

Sono stato segnalato dall’ULSS di Treviso come professionista nell’ambito delle attività legate al tango e alle malattie neurodegenerative.

Approfondisci: Tango, Parkinson, sclerosi multipla e ictus
https://fattiditango.wordpress.com/tango-e-parkinson-sm-ictus/


Giuseppe Scarparo
Fattiditango – Il Tango Naturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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